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Lo studio Carrabetta & Di Palma Architetti è stato fondato a Roma nel 2006 da Fabio Carrabetta e Barbara Di Palma.

Dopo il primo incontro nelle aule della Facoltà di Architettura di Roma "La Sapienza" e anni di esperienze professionali, alcune svolte insieme, i due architetti decidono di riunirsi, con l'intento di avviare un comune percorso di ricerca e sperimentazione, per la realizzazione di architetture dall'alto connotato qualitativo, sia dal punto di vista estetico che tecnico e tecnologico, tenendo sempre presente anche i criteri della sostenibilità e del risparmio energetico.

Lo studio si occupa di architettura a 360 gradi, anche se gran parte del lavoro rientra nell'ambito residenziale: case, ville unifamiliari, edifici plurifamiliari, ristrutturazioni. Tutte le fasi del progetto vengono seguite direttamente, dal preliminare, al definitivo, agli esecutivi, alla direzione dei lavori, poiché siamo convinti che soltanto seguendo la realizzazione dell'opera in tutte le sue fasi, fino alla fine, è possibile ottenere un risultato di qualità e che sia conforme al progetto iniziale. Il nostro lavoro parte sempre da un'attenta analisi del luogo, del contesto, con l'intento di realizzare un'opera ogni volta unica, rispondente ad un'idea di architettura contemporanea e funzionale e che soddisfi pienamente le esigenze del committente o dei futuri fruitori. Alla base c'è uno studio approfondito e un'attività di progettazione rigorosa, attenta ai particolari, che sin dall'inizio prende in considerazione tutti gli aspetti che concorrono alla realizzazione del manufatto architettonico, fin al più piccolo dettaglio.

La passione per l'architettura e il design caratterizza e stimola costantemente la nostra attività e la nostra vita. Ogni progetto viene affrontato ogni volta come una sfida, un puzzle, in cui tutto contribuisce alla realizzazione di un'architettura unica, originale, a misura di chi la fruirà e che riflette la sensibilità, l'attenzione per il dettaglio, la cura dei particolari, l'estrema funzionalità che sono alla base del nostro lavoro.

Il linguaggio proposto è essenziale, mira alla riduzione di materiali e di forme, alla proporzione e alla misura, si concretizza nel voler ottenere il massimo effetto spaziale ed emozionale con il minimo di elementi architettonici; con il minor numero possibile di oggetti, di materiali, di forme, di linee, di colori, di segni. Un linguaggio pulito, ordinato, rigoroso. La semplicità ottenuta attraverso la rimozione del superfluo è intesa come anelito all'essenza delle cose, non alla loro apparenza, fino a valorizzare il vuoto, concepito come liberazione dall'oppressione e dai condizionamenti fisici e mentali indotti dalla materia; il vuoto come nuova libertà; il vuoto come spazio nella sua essenza.

Gli spazi che cerchiamo di creare sono sobri, puliti, leggeri,caratterizzati da pochi elementi, tutti perfettamente integrati tra loro, ambienti in cui la luce, naturale e artificiale, assume un ruolo fondamentale. I colori, oltre a tutte le declinazioni del bianco e del grigio sono quelli dei materiali naturali, il legno, la pietra, i marmi, il ferro, il cemento. Riassumendo, lo spazio viene quindi ridotto all'essenziale, ma mantiene un suo carattere, una sua personalità. E' caratterizzato dal rigore formale e cromatico, dall'assenza di elementi puramente decorativi, dall'utilizzo di materiali naturali, di arredi su misura, rigorosamente progettati e disegnati fino al più piccolo dettaglio. Nulla è di troppo, nulla è lasciato al caso, tutto viene costantemente controllato. Per ottenere ciò, fondamentale diventa l'attività di direzione lavori nel cantiere e il confronto continuo con gli artigiani, oltre naturalmente la produzione di innumerevoli disegni, estremamente precisi e dettagliati.

Un' idea pragmatica, non ideologica del rapporto con il luogo che, partendo dal riconoscimento, dall'ascolto, dal rispetto, coniuga la conservazione con il cambiamento, con la rielaborazione. La realtà và si accettata così com'è, ma bisogna contribuire a cambiarla, per rispondere alle nuove esigenze dell'uomo contemporaneo, che vive qui e ora e per seguire i cambiamenti che ha attraversato la civiltà, come quelli dell'abitare, dovuti ai mutamenti della società.